La Maremma: una Terra bagnata da un Mare limpido che lambisce una Natura primitiva.

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Marina di
Pescia Romana

01014 Montalto di Castro

 

Lun - Dom 8.00 - 22.00

Aprile - Settembre

 

 

Area di Sosta La Pineta

Super User

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A big fan of open source and Ubuntu. Founder at joomlabuff

Website URL: http://joomlabuff.com/
Venerdì, 03 Marzo 2017 11:16

FestAmbiente

Rispescia GR

Si terrà dal 4 al 15 agosto 2017 la 29esima edizione di Festambiente, il festival internazionale di Legambiente il cui tema principale quest'anno sarà l'Economia civile. Dodici giorni di musica, cinema, mostre, area espositiva, dibattiti e conferenze, spazi per bambini, ristorazione bio e tradizionale, e lo spazio benessere. Il festival si trova a Rispescia (Gr), alle porte del Parco naturale della Maremma, e conta ogni anno circa 60mila visitatori.

Venerdì, 03 Marzo 2017 11:11

Vulci Festival

Parco Naturalistico Archeologico di Vulci

In posizione geografica strategica, ambientato in un parco archeologico naturalistico spettacolare nel cuore della Maremma laziale, il festival di Vulci (Montalto di Castro) continua sulla strada del rilancio. Diecimila persone l’anno passato per Manu Chao; 4.000 per Battiato e Mannarino. Questa estate, il palco sarà per Negramaro, il 20 luglio, unica data della band nel centro Italia; Subsonica, 29 luglio; Alborosie, 4 agosto; Daniele Silvestri 6 agosto (unica data nel Lazio). I biglietti sono in vendita per tutti i concerti.

Happening sul pratone
Una rete di associazioni per un appuntamento che richiama pubblico anche da Roma (non sarebbe male immaginare un servizio di collegamento con navette), lo spirito dell’happening ha un suo fascino: il pratone circondato dai resti etruschi è una platea naturale, solo per Battiato l’anno passato furono sistemate alcune file di sedie. Il festival è organizzato da Amadeus Entertainement e «International musica and arts» con l’associazione teatrale fra i Comuni del Lazio e il patrocinio del Comune di Montalto di Castro.

Venerdì, 03 Marzo 2017 10:51

Sagre

SAGRA DELL'ASPARAGO VERDE
Montalto di Castro - Mostra Mercato

Stand enogastronomici, mostra mercato e artisti di strada
Prodotti artigianali, cibo genuino a base di asparagi, musica e artisti di strada. Sono questi gli ingredienti dell'appuntamento enogastronomico della XI sagra dell'asparago verde di Montalto di Castro. L'inaugurazione si terrà in via Aurelia Tarquinia venerdì 16 maggio alle ore 17, con la presenza del sindaco Sergio Caci e i rappresentanti dell'amministrazione comunale. Tre giorni tra tradizione, concerti e mostre che coinvolgeranno, dal 16 al 18 maggio, i visitatori nella splendida location di Montalto. La XI sagra dell'asparago verde è organizzata dalla Proloco di Pescia Romana con il patrocinio del Comune di Montalto e della Camera di Commercio di Viterbo, e con la collaborazione dell'istituto alberghiero di Montalto.


SAGRA DEL MELONE
Pescia Romana

Quattro giorni di festa per ribadire che il re incontrastato dell’estate non può che essere lui: a luglio il melone, uno dei frutti più amati della stagione calda, torna protagonista a Pescia Romana con la sagra ad esso dedicata. Da ben 29 anni, la piccola frazione di Montalto di Castro offre l’opportunità di fuggire dall’afa cittadina per cercare tranquillità e refrigerio, con l’aggiunta di un tocco di originalità e di una buona dose di convivialità, che non guastano mai. In questo angolo della provincia di Viterbo immerso nella terra dei butteri della Maremma Laziale, l’antico consiglio delle nonne è diventato una regola di grande attualità: per combattere l’arsura estiva, d’altronde, cosa c’è di meglio di un buon melone fresco? Per quattro sere consecutive il frutto giallo sarà servito non solo come antipasto (magari insieme al prosciutto crudo) o per “pulirsi la bocca” alla fine delle portate, ma in tutte le sue molteplici varianti: dalle marmellate alle conserve arricchite al peperoncino, dai gelati fino ad originali piatti salati; pochi lo sanno, ma da quando ha iniziato ad essere consumato nell’area del Mediterraneo grazie agli Egizi – nel lontano V Secolo a.C. – il melone è stato considerato a lungo una verdura e utilizzato all’interno dell’insalata, oppure come una particolare pietanza da condire con pepe e sale. Il melone – del quale molti conoscono le proprietà abbronzanti, mentre in pochi sanno che è consigliato anche per combattere lo stress – nobiliterà e accompagnerà tutte le altre pietanze proposte nei giorni della sagra, tutte tipiche della tradizione viterbese: penne alla buttera e gnocchi al ragù come primi piatti, stinco di maiale e cinghiale con polenta come secondi. La mostra mercato aprirà il giovedì e venerdì alle 18 e sabato e domenica già alle 10, mentre ogni sera a partire dalle 19.30 lo stand gastronomico inizierà a servire le ricette che delizieranno anche i palati più esigenti; a fare da cornice alla manifestazione saranno come di consueto gli spettacoli musicali e di cabaret nella splendida cornice delle vie del Borgo Vecchio, un piccolo gioiello tutto da scoprire, sorto nel 1700 intorno ad una piccola chiesa edificata dai gesuiti ed intitolata al loro fondatore, Sant’Ignazio.


MAREMMA D'AMARE
Marina di Montalto di Castro

Torna nella suggestiva location di Montalto Marina “Maremma d’aMare”, la fiera delle tradizioni maremmane. L’evento, organizzato dall’assessorato alla cultura, giunto quest’anno alla sua terza edizione, si svolgerà in aprile al lido, dove cavalli e cavalieri daranno spettacolo offrendo al visitatore una tre giorni all’insegna dell’antica cultura del buttero maremmano.
Stand di artigianato, agricoltura, laboratori didattici per bambini, pony, trucca bimbi, spettacoli equestri, concerti comici, musica e stand enogastronomici faranno da cornice lungo un percorso ricco di eventi dedicati a grandi e piccoli. L’inaugurazione della fiera avverrà sabato 23 aprile alle ore 16:30 in via del Palombaro (incrocio via Tevere) con l’amministrazione comunale, la Fanfara dei Carabinieri a cavallo e i cavalieri delle associazioni equestri locali della provincia di Viterbo e della Toscana che sfileranno lungo il percorso. Ma la kermesse prenderà il via già dalle ore 10:00 con l’apertura degli stand. Alle ore 15:30 spazio ai bambini con i laboratori didattici, i giochi in legno e la giostra ecologica; alle ore 16:30, dopo il taglio del nastro, saranno i cavalli e i cavalieri a salire sul “palcoscenico” con lo spettacolo equestre e il battesimo della sella nel villaggio delle tradizioni allestito a piazzale del Palombaro.

Venerdì, 03 Marzo 2017 10:28

Piazzole

L’area di sosta La Pineta si estende dalla macchia mediterranea, che è la parte più vicina al mare,per svilupparsi più all’interno, dove si respira già aria di campagna.

Dispone di piazzole in ombra completa , semi-ombra ed altre completamente al sole, per le esigenze di tutti. Le piazzole sono tutte servite da elettricità, ed è anche possibile fare il carico di acqua potabile senza spostare il mezzo.

Venerdì, 03 Marzo 2017 10:17

Spiaggia

Il mare limpido, la spiaggia ampia e la fresca brezza marina danno il benvenuto ai nostri ospiti che sorseggiando un buon aperitivo al “la Pineta Blu Dog Beach”.

Splendido stabilimento chiosco bar situato nella Maremma Tosco Laziale, dove puoi gustare ottimi aperitivi ammirando tramonti mozzafiato vista Argentario. chiosco

Perfetto per rilassarsi al sole usufruendo di un’ottima accoglienza insieme al proprio amico a 4 zampe.

logo dog beach

Giovedì, 02 Marzo 2017 20:27

Capalbio

Capalbio è un antico borgo circondato dalla campagna maremmana. All'interno delle sue mura si "respira" l'atmosfera dei secoli passati; percorrendo i vicoli, le piazzette, e gli antichi camminamenti, si ha l'impressione di tornare indietro nel tempo.

Oggi Capalbio è meta di un turismo esigente e frequentata da numerosi personaggi dello spettacolo che possono apprezzarne l'arte, la natura, i sapori di un luogo estremamente protetto e salvaguardato. Nel borgo di Capalbio, sulla torre merlata del castello aldobrandesco (che ancora conserva il pianoforte suonato da Puccini) e dalle sue mura, si ammira un panorama di straordinaria bellezza. Ricordiamo inoltre la quattrocentesca chiesetta di San Nicola e l'Oratorio della Provvidenza con affresco attribuito al Pinturicchio.

I boschi circostanti Capalbio sono territori ideali di caccia, che quì è pratica molto diffusa, in special modo quella al cinghiale. Sempre dal punto di vista naturalistico completano "l'insieme" l'oasi del WWF presso il lago di Burano, il mare, e la lunghissima spiaggia ridossata da una fitta macchia mediterranea. L'aspetto enogastronomico di Capalbio non è da meno: i suoi vini e la cucina a base di cacciagione sono apprezzati internazionalmente. Concludiamo infine ricordando la magnifica opera dell'artista Niki De Saint Phalle che è il Giardino dei Tarocchi.

Giovedì, 02 Marzo 2017 20:23

Monte Argentario

Argentario: splendido promontorio circondato dal mare e collegato alla costa dai tomboli della Giannella, della Feniglia, e da un istmo artificiale che corrisponde alla diga di Orbetello. Dall'Argentario si affacciano sul mare due rinomati ed accoglienti centri turistici: Porto Santo Stefano e Porto Ercole antichi borghi di pescatori che hanno poi fatto del turismo una risorsa principale. L' Argentario attrae i turisti per l'unicità del suo paesaggio, del suo ambiente marino e del suo clima eccezionalmente mite, che lo rende un luogo di vacanza ideale per tutto l'anno.

Per gli amanti del trekking e della mountain bike, nella zona interna del promontorio si trovano moltissimi sentieri che dal mare salgono in mezzo ad una rigogliosa macchia mediterranea fino a 635 metri (punta telegrafo) offrendo panorami e scorci di rara bellezza. Per gli appassionati del golf, L'argentario Golf Club è un parco di 77 ettari con un campo di 18 buche da campionato (par 71 di 6191 metri) situato in un anfiteatro naturale composto da ulivi e macchia mediterranea e con un panorama di straordinaria bellezza.

Altra caratteristica dell'Argentario è di avere un ambiente marino di grande varietà che riesce a soddisfare veramente tutti. I due tomboli infatti, altro non sono che due lunghe spiagge sabbiose riparate da ombrose pinete che rendono queste aree particolarmente tranquille, rilassanti e di facile accesso. Per gli amanti dei fondali rocciosi invece, lungo tutta la costa dell'Argentario, alte scogliere si alternano a suggestive calette e spiagge selvagge ed isolate, più difficili da raggiungere (preferibilmente in barca e/o gommone), ma bagnate da un mare cristallino. La costa molto irregolare offre ai subacquei innumerevoli punti di immersioni differenti l'uno dall'altro: pareti, grotte, secche e relitti in un mare ricco di vita.

L'Argentario inoltre era conosciuto e frequentato già nell'antichità (come dimostra la villa romana dei Domizi Enobardi in località Santa Liberata), ed ha anche conservato alcuni "gioielli storici" come i forti spagnoli e le torri di avvistamento che all'epoca dello Stato dei Presidi (XIV° sec) difendevano il territorio dagli attacchi dei pirati saraceni.

Per quanto riguarda l'aspetto enogastronomico, troviamo una cucina che riesce ad unire i sapori genuini della terra e del mare. Il piatto per eccellenza è la zuppa di pesce conosciuta col nome di caldaro, ma non possiamo dimenticarci di ricordare gli ottimi vino ed olio, ricavati grazie al lavoro secolare di contadini, ormai lontani nel tempo, che riuscirono con enorme fatica a creare delle terrazze coltivabile su questo "scoglio chiamato Argentario". Vi segnaliamo infine il principale evento folkloristico: il Palio Marinaro dell'Argentario che dal 1937 ogni 15 agosto si disputa nelle acque di Porto Santo Stefano.

Giovedì, 02 Marzo 2017 20:18

Saturnia

Saturnia si trova in Maremma, la zona della Toscana al confine con il Lazio che si estende all’incirca fra il Monte Amiata ed il mar Tirreno; in particolare, la cittadina termale si colloca nella valle del fiume Albegna, ad una sessantina dal capoluogo di provincia, Grosseto, ed al centro di un comprensorio che vede ai suoi vertici i borghi maremmani di Manciano, Scansano e Pitigliano.

Come arrivare:

Considerata la collocazione nel selvaggio contesto della Maremma toscana, il mezzo migliore per raggiungere Saturnia è naturalmente l’auto.

Chi proviene dalle località della costa tirrenica può percorrere la Statale Aurelia fino ada Albinia, da dove si devia verso l’entroterra in direzione di Pitigliano. All’altezza di Manciano ci si stacca infine dalla Statale 74 seguendo le indicazioni per Montemerano, piccolo borgo da cui è poi facile raggiungere Saturnia.

Chi arriva dall’entroterra percorre l’Autostrada A1 o la Via Cassia fino rispettivamente al casello di Orvieto ed al paese di Acquapendente, per poi dirigersi in direzione Pitigliano, che si oltrepassa seguendo le facili indicazioni per Saturnia.
Storia

Il sito termale di Saturnia vanta una lunghissima storia, risalente sicuramente al periodo etrusco, durante il quale veniva indicato con il nome di Aurinia. Successivamente, i Romani lo ribattezzano con l’attuale nome che evoca il dio Saturno, signore del Tempo e padre di Giove.

L’antichissima tradizione termale di Saturnia è testimoniata dai resti di una struttura termale romana di forma quadrangolare inserita nel circuito della antiche mura difensive del piccolo borgo. I Romani costruiscono addirittura la via Clodia, che si collega con l’Aurelia, per poter raggiungere più agevolmente questo luogo di benessere già così rinomato a quel tempo.

Nel corso del Medioevo sono già conosciute per le loro proprietà curative e causano feroci dispute fra i signori della zona, ovvero i feudatari di Santa Fiora e quelli di Sovana, mentre nell’Ottocento arriva la definitiva consacrazione grazie ai lavori di bonifica e ricostruzione dovuti alla famiglia Ciacci.
Le acque e indicazioni terapeutiche

Le acque termali di Saturnia sgorgano alla temperatura di circa 37,5° con la notevole portata di ben 500 litri al secondo, che garantisce un completo ricambio del bagno termale ogni quattro ore. Sono acque classificate come sulfuree e solfato-alcaline-bicarbonato-terrose, con una grande concentrazione di idrogeno solforato e anidride carbonica.

Le indicazioni terapeutiche delle acque di Saturnia riguardano le patologie dermatologiche, grazie ad un anotevole azione anti-settica e cardio-circolatorie, grazie all’azione vasodilatatoria che riduce la pressione arteriosa. Riduce inoltre la tensione a carico dell’apparato respiratorio consentendo un miglioramento della ventilazione polmonare.
Trattamenti in evidenza

I bagni di Saturnia sono i più famosi nel mondo per le celebri piscine termali. Il trattamenti di punta che si svolge in questa località è sicuramente il bagno in acqua termale, efficace a livello terapeutico su molte differenti patologie, ma che la stragrande maggioranza dei tantissimi visitatori predilige ad ogni altra località termale per motivi di benessere e relax, legati non solo all’abbondante flusso di acqua sorgiva, ma anche per il pittoresco contesto, unico nel suo genere, e per il particolare limo che si deposita sul fondo dei bagni, utilizzabile tramite applicazione sulla pelle per le sue caratteristiche esfolianti.
Oltre alle terme

La zona della Maremma nei dintorni di Saturnia presenta ben tre percorsi di interesse alternativi, ciascuno dei quali facilmente abbinabile ad una escursione termale:

    il percorso storico-culturale, che conduce alla visita dei famosi siti archeologici etruschi di Sovana, Pitigliano e Sorano, e dei borghi medioevali sia dei medesimi paesi che di quelli di Manciano, Montemerano e Acquapendente. Famoso fra tutti il caratteristico borgo di Pitigliano, arroccato su uno sperone di tufo, circondato per ben tre lati da corsi da’acqua, su cui domina la Rocca degli Aldobrandeschi;
    il percorso eno-gastronomico, che vi condurrà alla scoperta delle tantissime cantine sociali dei vini prodotti in zona e delle prelibatezze tipiche di questi dintorni. Da non perdere almeno una visita alle cantine sociali di Manciano, di Pitigliano, dove si produce un prelibato “bianco del tufo” e di Scansano, ove nasce il celeberrimo Morellino. Questa zona è poi famosa per la cacciagione, soprattutto cinghiali ma anche di penna. Con il cinghiale in particolare si producono deliziosi salumi, che potete anche acquistare per portarli a casa, visto che si conservano molto a lungo. Notevole anche l’olio, cui è dedicata una apposita manifestazione dicembrina nel borgo di Pitigliano;
    il percorso sportivo naturalistico: questa zona è ideale per le attività nella natura, dal bird-watching al trekking, dalla mountain bike alle escursioni a cavallo, grazie allo splendido panorama ad un ambiente ancora intatto. Per chi è appassionato, questo territorio è anche luogo di elezione per la caccia, che sfrutta le ampie distese selvose della zona.

I dintorni di Saturnia sono anche ricchi di manifestazioni folkloristiche, molte delle quali legate alle tipicità della zona: basti pensare al ricco calendario di eventi presentato in occasione della vendemmia, che ha come centri focali Manciano e Scansano. Da segnalare senza dubbio anche la suggestiva fiaccolata che si tiene presso Pitigliano in occasione di San Giuseppe (19 marzo), quale cerimonia ancestrale di celebrazione della fine dell’inverno, che si snoda all’interno del fantasmagorico contesto delle misteriose vie cave etrusche ai piedi del borgo.

Giovedì, 02 Marzo 2017 20:16

La Tuscia

La Tuscia viterbese coincide in gran parte con la provincia di Viterbo ed è una zona ricca di bellezze naturali, di zone archeologiche e di opere d’arte. Prima di passare alla descrizione delle cose da vedere nella Tuscia viterbese, un breve cenno storico su questo affascinante territorio. Con il nome Tuscia si indica un territorio piuttosto vasto che comprende parte del Lazio, Toscana ed Umbria. Tutte e tre confluiscono nel centro dell’antica Etruria, dove si sviluppò la civiltà etrusca. Il nome “Tuscia” fu attribuito a questo territorio solo tra la fine dell’impero romano e l’alto medioevo.
La zona è attraversata dall’antica via Francigena, che da Canterbury percorreva l’intera Francia e conduceva in Italia attraverso il Passo del San Bernardo. Nata per il movimento di persone, merci, arte e spiritualità, questa strada divenne ben presto una via di pellegrinaggio che dalla Francia giungeva nel cuore di Roma.

Come tutta la Tuscia, anche quella viterbese si snoda tra colline lussureggianti ed antichi borghi arroccati su rocce di tufo o paesini distesi sulle rive dei laghi. Nella Tuscia viterbese si estendono due catene montuose i Volsini a Nord con il lago di Bolsena e i Cimini al centro con il lago di Vico. È quindi un territorio molto antico e ricco di luoghi di sorprendente bellezza.
Ecco allora 10 punti di grande interesse culturale e paesaggistico da non perdere.

Cosa vedere nella Tuscia viterbese: 10 luoghi da non perdere


TARQUINIA
La Tuscia viterbese è testimone silente dell’antico popolo etrusco e tra le dieci cose che non devi perderti c’è sicuramente Tarquinia. Qui sono visibili le maggiori testimonianze della vita di questo fiero popolo. Nel palazzo quattrocentesco del Vitelleschi, dove ha sede il museo archeologico, è possibile ammirare decorazioni del Tempio dell’Ara della Regina, tra cui la splendida e famosa coppia di cavalli alati. Vi sono inoltre custoditi numerosi sarcofagi.

IL LAGO DI VICO    
I monti che coronano il territorio della Tuscia viterbese sono di origine vulcanica e i loro crateri hanno formato dei laghi splendidi: il lago di Vico, il lago di Bolsena,il lago di Bracciano ed il piccolo lago di Martignano. Nella zona del lago di Vico potrai ammirare una meravigliosa oasi naturale, dove la natura è stata preservata. I colori della palude e delle specie arboree, rendono il paesaggio simile a una tavolozza di un pittore dove, infinite e diverse sfumature cromatiche, scandiscono il rincorrersi delle stagioni. Aceri, querce, castagni, faggi, noccioli, sono l’habitat naturale che preserva la biodiversità a favore di una fauna variegata.

PARCO ARCHEOLOGICO DI VULCI
Una passeggiata nel Parco Archeologico di Vulci ti riporterà indietro nel tempo. Vulci fu una città-stato dell’Etruria e, attraversando un’antica strada etrusca perfettamente ricostruita, potrai andare alla scoperta dell’antica necropoli. Ma Vulci non è solo archeologia. Nelle immediate vicinanze del Parco Archeologico trova sede una meravigliosa Oasi del WWF. Un sentiero tra boschi e prati ti condurrà fino al fiume Flora che, con la sua piccola cascata forma il laghetto Pellicone.

VITERBO
Se ti rechi nella Tuscia viterbese non puoi non visitare l’antica città dei Papi: Viterbo. Nel XIII secolo, per vent’anni fu sede pontificia e, pur essendo una città incantevole, è ancora poco conosciuta a livello internazionale. Il suo centro storico medievale è tra i più estesi in Europa. La sua architettura antica e moderna si contraddistingue per la presenza massiccia del peperino, una pietra grigia locale con la quale sono stati edificati gli edifici più pregevoli.
Il Palazzo dei Papi, monumento simbolo della città, è un vero gioiello di architettura medievale in stile gotico. La città è famosa per il trasporto della macchina di Santa Rosa. Una struttura alta 30 metri, dal peso di 5 tonnellate, viene portata a spalla da un centinaio di “facchini” per un tragitto all’interno della città lungo circa 1200 metri.
Fiore all’occhiello della città è il quartiere San Pellegrino, una splendida zona in stile medievale, perfettamente conservata e abitata, dove il tempo sembra essersi fermato. Le piccole vie si snodano fra palazzi con balconcini, profferli, archi a sesto acuto, che creano nel visitatore l’idea di vivere in una fiaba. Ogni anno, a Maggio, al suo interno si svolge la manifestazione “San Pellegrino in fiore”, una mostra di fiori e piante che, con l’ausilio di appositi allestimenti scenografici, rendono il luogo ancora più suggestivo ed unico.

CIVITA DI BAGNOREGIO
Se hai deciso di visitare la Tuscia viterbese non puoi andartene senza aver visto Civita di Bagnoregio. È chiamata a “città che muore” perché è posta su di una rupe d’argilla che viene continuamente erosa dall’acqua. In questo borgo il tempo sembra si sia fermato e il visitatore ne riceve una visione suggestiva ed indimenticabile. Raggiungibile solamente a piedi attraverso un ponte, Civita di Bagnoregio sembra sospesa nel cielo. Qui, oltre ad assaporare un’atmosfera surreale, potrai visitare la chiesa di San Bonaventura, un mulino del XVI secolo, la chiesa di San Donato, il Palazzo Vescovile.

PALAZZO FARNESE DI CAPRAROLA
Continuando il nostro giro per la Tuscia viterbese, corre l’obbligo di una visita al Palazzo Farnese di Caprarola. Grandioso e superbo, il Palazzo Farnese di Caprarola ha una forma pentagonale. Per la sua realizzazione furono abbattuti edifici esistenti e tutto il paese cambiò la propria struttura per essere adattato alla mole di questo edificio. La strada che porta al Palazzo è dritta e dividi esattamente in due il paese. Al suo interno una sequenza di stanze lussuose e affrescate con mirabili immagini illusorie di tendaggi, finestre, porte, eseguite con tale maestria, da indurre il visitatore a confondere il vero col falso in un susseguirsi di giochi visivi. Anche il giardino è ammirevole. Pare che l’architetto che realizzò l’edificio del Pentagono in America, si sia ispirato proprio a Palazzo Farnese.

VILLA LANTE
A quattro chilometri da Viterbo troviamo Villa Lante. È una villa del Cinquecento, ma più che di una villa si tratta di un giardino artistico. Tutto ruota intorno al tema dell’acqua. Il giardino è affiancato da un piccolo bosco tenuto appositamente selvatico. Nel parco, sei fontane dedicate a personaggi e temi diversi. In alcune l’acqua è di mare. Un tripudio di bossi, camelie, rododendri, fanno di questo giardino uno dei più bei giardini all’italiana del nostro paese.

LE TERME DI STIGLIANO
Dopo aver tanto camminato, una bella sosta alle terme di Stigliano è proprio quello che ci vuole. Conosciute fin dai tempi degli etruschi, queste terme hanno avuto periodi alterni, ma sono sempre tornate in auge per effetto delle sue acque curative e del contesto rigoglioso veramente suggestivo in cui si trovano.
Le sue acque sono salso-iodico-sulfuree e vengono impiegate per la cura di malattie respiratorie, artrosi, obesità, malattie della pelle. Le fonti termali sono diverse e vanno da una temperatura di 38°C a 58°C. È possibile effettuare massaggi termali con getti d’acqua in pressione, percorsi flebologici, nuoto controcorrente. Particolarità dell’impianto sono le cosi dette “stufe” delle grotte naturali dove è possibile sfruttare il vapore delle sorgenti da cui sgorga acqua a temperatura molto elevata. Lo stabilimento denominato “Il Bagnarello”è confortevole ed attrezzato per una permanenza giornaliera.

SUTRI
A circa trenta chilometri da Viterbo, andando verso Roma, è arroccato su una piccola altura il paese che fu il primo possedimento temporale dei Papi: Sutri. Fu donata dal re Longobardo Liutprando a Papa Gregorio II. È denominata “Antichissima città di Sutri” ed è situata fra le falde dei Monti Cimini, che a nord-est dominano il lago di Vico, e i Monti Sabatini, che a sud-ovest coronano il lago di Bracciano. Di grande interesse storico-culturale è il Parco Archeologico che ingloba l’Anfiteatro, il Mitreo, la necropoli, Villa Savorelli con il suo bellissimo giardino all’italiana, la chiesa di Santa Maria del Monte, il castello di Carlo Magno, il Bosco Sacro.

BOMARZO
Un’altra meta imperdibile nella Tuscia viterbese è il Parco dei Mostri di Bomarzo. Costituito da alberi e pietre antiche, il parco dei mostri di Bomarzo fu concepito dal principe Pier Francesco Orsini nella seconda metà del cinquecento. Dopo aver varcato il cancello, le prime statue che si incontrano sono due Sfingi che, con un epitaffio, sfidano chi entra ad indovinare se il luogo fu realizzato per amore dell’arte o per ingannare i sensi. Nel parco trovano dimora creature in pietra inquietanti che rappresentano figure mitologiche. Sulle statue iscrizioni enigmatiche confondono i visitatori. Nel parco, una casa obliqua simboleggia le architetture improbabili. In molti si sono cimentati nel cercare di capire il simbolismo del parco, ma ad oggi tutto è ancora avvolto nel più profondo mistero.

BOLSENA
Concludiamo il nostro viaggio attraverso i luoghi della Tuscia viterbese con una perla del lago di Bolsena: Bolsena. Posta sul pendio dei monti Volsini, Bolsena si offre all’occhio del visitatore placidamente adagiata lungo la sponda nord-ovest dell’omonimo lago. Bellissimo e curatissimo il lungolago ombreggiato, che si estende per circa un chilometro, offre la possibilità di piacevoli passeggiate. Il borgo medievale è dominato dalla Rocca Monaldeschi della Cervara che risale all’XI secolo e che, pur riveduta e corretta nel corso dei secoli, mostra ancora la sua originale impronta gotica. Da non perdere anche la Basilica di Santa Cristina e la chiesa di San Francesco. Ogni anno a Bolsena in occasione del Corpus Domini, l’infiorata trasforma il borgo medievale in un arazzo floreale che si incunea nei vicoli più stretti, lungo i due chilometri di percorso della processione.

Giovedì, 02 Marzo 2017 20:15

Il Giardino dei Tarocchi

Al confine tra Lazio e Toscana, nel cuore della Tuscia a soli 5 minuti dall'Agriturismo Poggio di Maremma si trova uno dei più incredibili parchi mai realizzati: stiamo parlando del fantastico Giardino dei Tarocchi, ideato dall'artista franco-statunitense Niki de Saint Phalle.

Il Giardino, aperto al pubblico nel 1998, si trova sul versante meridionale della collina di Gravicchio, a Capalbio ed occupa una superficie di circa 2 ettari al cui interno si trovano incredibili sculture alte fino a 15 metri che rappresentano i 22 arcani dei Tarocchi, realizzate in acciaio e cemento e rivestite di specchi, vetri e ceramiche colorate.

La meraviglia e lo stupore che si prova nel visitare questi giganti colorati è semplicemente unica, così come lo è l'atmosfera che si respira nel parco. Seguiteci e vi porteremo alla scoperta di questo mondo incantato e della sua storia!

Tutto ebbe inizio verso la fine degli anni settanta, dopo che Niki de Saint Phalle visitò il celebre Parc Guell a Barcellona di Antonì Gaudì ed il nostro Parco dei Mostri di Bomarzo. L'artista trasse così tanta ispirazione da queste opere che iniziò a dedicarsi anima e corpo alla realizzazione di un suo giardino, dove poter esprimere liberamente le sue visioni e tutta la sua dirompente creatività.

Per più di 17 anni si dedicò, affiancata, oltre che da diversi operai specializzati, da un'équipe di nomi famosi dell'arte contemporanea, alla realizzazione di 22 ciclopiche statue, rappresentanti ciascuna uno degli Arcani Maggiori dei Tarocchi, ricoperte di mosaici in specchio, vetro pregiato e ceramiche.

Con questo giardino fantastico la scultrice coronò il sogno della sua infanzia. Durante il percorso di visita si viene letteralmente trasportati in un mondo surreale arricchito da citazioni, messaggi e pensieri che accompagnano lungo il cammino.

Il padiglione d'ingresso realizzato da Mario Botta e costituito da una lunga muraglia in tufo con un'apertura circolare al centro, sembra voler sottolineare il passaggio dal mondo reale a quello onirico ed enigmatico del Giardino, e le sinuose panchine di Pierre Marie Le Jeune offrono un incantevole ristoro per contemplare l'esplosione di colore e fantasia dei mosaici e delle ceramiche.

Varcata la soglia d'ingresso, si giunge alla grande piazza centrale occupata da una vasca e sovrastata dalle figure unite della Papessa e del Mago, i primi Arcani Maggiori dei Tarocchi che si incontrano. La scultura della Papessa, con la grande bocca spalancata è un chiaro omaggio all'Orco del Parco dei Mostri di Bomarzo.

Al centro della vasca circolare in cui si raccolgono le acque sgorganti dalla bocca della Papessa, si trova la Ruota della Fortuna, scultura meccanica semovente eseguita da Jean Tinguely, marito di Niki de Saint Phalle.

E poi ancora è impossibile non rimanere affascinati dall'Albero della Vita, con teste di serpente al posto dei rami ed il tronco ricoperto da iscrizioni dell'artista o dal Papa, realizzato con tecnica filiforme; dai colori intensi del Sole, simboleggiato da un grande uccello di fuoco variopinto, dalle sculture più piccole come la Morte, la Temperanza e gli Innamorati, realizzate a Parigi con la collaborazione di Mario Zitelli e poi prodotte in poliestere da Robert, Gerard e Olivier Haligon.

Tra le sculture più rappresentative del complesso, un capitolo a parte lo merita senza dubbio l'Imperatrice, gigantesca statua all'interno della quale Niki de Saint Phalle ha anche abitato per lunghi periodi durante i lavori. Si avete capito bene! Questa gigantesca scultura al suo interno ospita oltre ad una stanza da letto e ad un soggiorno anche una cucina, e le sue pareti sono interamente rivestite da migliaia di frammenti di specchi veneziani!

Enorme ed opulenta, con il corpo esageratamente formoso rivestito di una fantasmagoria di ceramiche, questa statua incarna forse meglio di qualsiasi altra scultura lo stile adottato dall'artista.

Il resto ve lo lasciamo scoprire di persona...avete ancora dei dubbi? Visitare il Giardino dei Tarocchi è un'esperienza meravigliosa che vi regalerà trascorrere un breve ma intenso viaggio di evasione dalla realtà.

Un must assoluto per tutti coloro che hanno amato le opere di Gaudi a Barcellona, per chi cerca un'idea originale per trascorrere un fine settimana, ma soprattutto per tutti coloro che ancora credono nei sogni e non riescono a smettere di farlo!

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Area di Sosta La Pineta

Grazie alla sua posizione strategica, tra mare e campagna, è il rifugio ideale sia per chi scappa dalla frenesia della città sia per bambini desiderosi di spazi aperti. Il mare limpido, la verdeggiante macchia mediterranea e la tranquilla campagna, abbracciano l’area donando autentico relax tra suoni e profumi del tutto naturali.

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